La scienza, quella vera, procede per tentativi. Se viene osservato un nuovo fenomeno, ciascuno scienziato fa la sua ipotesi sulle cause, gli sviluppi e le conseguenze, e mette alla prova questa ipotesi con ulteriori osservazioni e con esperimenti. E lo stesso fanno gli altri scienziati, ripetendo le osservazioni e gli esperimenti di quello scienziato, e avanzando anche loro le loro ipotesi, che poi verranno messe alla prova da loro stessi e da altri. Ma può anche accadere che uno scienziato faccia ipotesi nuove su fenomeni già noti e che hanno già ricevuto spiegazioni plausibili, e anche in questo caso metterà alla prova quella sua nuova ipotesi, e lo stesso faranno gli altri scienziati. Nella scienza infatti non ci sono certezze, e quelle che vengono chiamate certezze dagli ignoranti, dagli ingenui e dagli illusi altro non sono che ipotesi che “fino a oggi” non sono state smentite, ma che lo potrebbero essere domani.

Quando a fine 2019 si è presentato sulla scena mondiale un fenomeno nuovo, quello di un nuovo virus, la medicina disponeva di teorie universalmente accettate sui virus, sulla trasmissibilità delle infezioni in genere e delle infezioni virali in particolare, sulle polmoniti da virus, sui farmaci antivirali, sui vaccini, etc. Anche se il virus era “nuovo”, si sarebbero potute inizialmente utilizzare le conoscenze e le procedure fino ad allora note e accettate, ma alcuni hanno preferito avanzare teorie nuove, da cui hanno fatto discendere procedure nuove: tutto perfettamente in linea con l’evoluzione della scienza, solo che è mancata e sta mancando la messa alla prova delle nuove teorie e dell’efficacia delle procedure adottate di conseguenza. Anzi, per essere precisi, è mancata la “volontà” di mettere alla prova quelle nuove teorie e nuove procedure con una sperimentazione da eseguirsi nei modi e nei tempi usuali, perché poi in realtà alcune “prove” sono emerse dall’applicazione avventata di quelle procedure, e non sono state prove a favore. E ciò nonostante la maggior parte del mondo scientifico, o almeno di quello cui è stata data l’opportunià di apparire nei media, ha continuato a credere in quelle nuove teorie e nuove procedure. Una cosa del genere non era mai successa nella storia della scienza. Ed è questo che spaventa.

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