Dedicato ai miei contatti che mi rimproverano di parlare troppo spesso di covid dicendo cose che loro non condividono.

1) Se fosse in atto una campagna che contraddice quanto loro pensano di aver imparato nella loro professione, probabilmente anche loro continuerebbero a parlare delle stesse cose fino a che quella campagna non cessi. Utile o inutile che sia, se te le fanno girare, almeno ti sfoghi.

2) Capisco e giustifico chi, non essendo un medico, si fida delle “autorità sanitarie” presentate come tali dal Governo e dai media che lo sostengono. “Lo dice la TV”, “Visto in TV”, etc. sono gli efficacissimi mantra ripetuti con una certa autoreferenzialità dai pubblicitari. Non capisco e  non giustifico invece chi pretende che io non sottoponga a critica sulla base delle mie conoscenze e della mia esperienza quello che dicono quelle “autorità sanitarie”.

3) Non giustifico nemmeno quei miei contatti che, vedendo i miei post in tema di covid, invece di passare oltre senza leggerli e senza fare commenti, non li leggono, ma fanno commenti ugualmente. Se li leggessero si renderebbero conto che io non parto da dati pubblicati dai “no-vax”, ma da dati pubblicati dalle agenzie governative e dalle “autorità sanitarie” e mi limito a focalizzarne le incongruenze e le contraddizioni, e lo faccio indicando passo per passo il procedimento logico che ho seguito, anche a rischio di riuscire prolisso. A differenza di certi “professori” divenuti tali perché hanno ottenuto una “cattedra” da cui erudiscono i loro pupi con la stessa presunzione e lo stesso sussiego con cui nel Medio Evo i  maestri declamavano Aristotele ai loro discenti, nella mia lunga vita di medico io sono stato anche un “insegnante” e, escluse solo le materne ed elementari, ho insegnato nelle scuole di ogni ordine e grado, dalle medie inferiori ai corsi di specializzazione post-laurea, cercando di meritarmi non il titolo, ma lo stipendio. Può darsi che ciò nonostante io non abbia imparato ad essere chiaro ed esauriente nel fornire le motivazioni di quello che affermo, ma se mai è su questo che vorrei essere criticato, non sul mio insistere a trattare un argomento che impatta sulla salute nostra e della nostra democrazia.

 

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