A "Fuori dal coro" il 22 febbraio hanno parlato di gente che ha avuto importanti reazioni avverse "dopo" il vaccino anti-covid e non riesce a farsi dare un'esenzione da una successiva dose. Dovrebbe essere normale in questi casi che un medico, anche se non convinto della relazione fra vaccino ed effetto lamentato, per "salvarsi il culo" se non per tutelare il paziente, in nome del "non si sa mai", rilascerebbe l'esenzione. È SEMPRE STATO COSÌ. Come è possibile che adesso i medici si comportino in modo esattamente opposto? Chi ha garantito loro l'impunità qualora venga poi dimostrata una relazione di causa ed effetto che loro hanno categoricamente escluso senza alcuna indagine?

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