A proposito di farmaci, vaccini, ed effetti a breve termine e a distanza.
I “farmaci” possono in teoria avere anche effetti a distanza, ma il loro scopo è quello di avere un effetto immediato e di durata limitata nel tempo, al punto che tale limitazione di durata può anche essere un problema. Quando invece si somministra un “vaccino”, lo scopo è esattamente quello di indurre nell’organismo un effetto a lungo termine, e la durata di questo effetto (ma anche di eventuali effetti collaterali) non è precisabile. Quando si cercano correlazioni fra una vaccinazione e possibili effetti avversi successivi, si rischia quindi facilmente di sottostimare questi effetti, perché non si può stabilire il momento in cui si verificheranno.
Per la psiche umana il rapporto di causa ed effetto richiede istintivamente che l’evento considerato effetto si verifichi subito dopo l’evento considerato causa. Se però da una parte non sempre due eventi che si verificano uno dopo l’altro sono legati da un rapporto di causa ed effetto, dall’altra due eventi possono essere collegati da un rapporto di causa ed effetto anche se si verificano con un intervallo di tempo molto lungo. Se mi gratto la testa e subito dopo in cielo guizza un fulmine, è evidente che i due eventi, pur essendosi verificati uno subito dopo l’altro, non sono legati da un rapporto di causa ed effetto; ma all’opposto se progetto male un ponte e il ponte crolla dopo dieci anni quando il continuo passaggio di mezzi pesanti ha fatto raggiungere il limite di tensione alle strutture portanti, è altrettanto evidente che la causa iniziale che ha portato all’effetto finale è stata l’errore di progettazione di dieci anni prima.
Torniamo allora ai vaccini, che non hanno lo scopo di modificare risposte patologiche dell’organismo momentanee che hanno i farmaci, ma hanno lo scopo di modificare risposte fisiologiche dell’organismo dilazionate nel tempo. E allora, se dilazionati nel tempo sono gli effetti desiderati, non possono essere dilazionati nel tempo anche quelli indesiderati? Attenzione, perché questa nota non vuole dare ragione ai “no-vax” che, da maghi veggenti autori di oroscopi, si inventano fantasiosi effetti avversi. Semplicemente questa nota vuole dar torto ai “pro-vax” che, anche loro da maghi veggenti autori di oroscopi, giurano e spergiurano che non avrà effetti indesiderati a distanza, mai e poi mai, un vaccino che si è iniziato a somministrare in esseri umani poco più di un anno fa e che per giunta non si comporta mimando l’ingresso naturale nell’organismo di un agente infettivo, ma si comporta modificando le “macchine biologiche” delle nostre cellule. Hanno torto entrambi, sia i “no-vax” che i “pro-vax”, ma non perché è falso quello che affermano, bensì perché né gli uni né gli altri hanno le meravigliose capacità predittive di chi possiede una sfera di cristallo. Hanno torto perché tanto gli uni quanto gli altri cianciano di “scienza” quando in realtà parlano di astrologia, divinazione, chiaroveggenza.
Questo non toglie che, fedele al vecchio adagio della Scuola Salernitana (“primum non nocere”), io provi più simpatia per i “no-vax”. Quando hai nelle tue mani la salute e la vita dei pazienti (o, peggio ancora, dei “cittadini”), se hai qualche dubbio, férmati. Non è richiesto ai medici, come ai politici, di agire contro il “Destino” sempre e comunque, anche alla cieca, vada come vada. Ciò che è loro richiesto è di agire secondo scienza “e” coscienza, e non secondo scienza “o” coscienza, perché i due principi sono additivi, non alternativi. Se manca la scienza, qualsiasi azione è un crimine.
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