C’è un fatto a cui forse non tutti danno sufficiente importanza. La difficoltà da superare nel far giungere un RNA messaggero all’interno delle nostre cellule non era tanto nel “veicolo” da usare (trovato nelle nanoparticelle lipidiche eredi del “grasso” usato nei primi lavori di Robert Malone), quanto nel fatto che i sistemi di difesa delle nostre cellule (i “Toll-like receptors”) l’avrebbero riconosciuto come estraneo e l’avrebbero quindi distrutto. Si deve soprattutto alla biochimica Katalin Karikó la scoperta che, sostituendo un nucleoside dell’mRNA, l’uridina, con un nucleoside simile, la pseudouridina, i “Toll-like receptors” sarebbero stati ingannati e non si sarebbero attivati. Benissimo, ma siamo sicuri che ingannare le nostre “sentinelle” non possa avere anche conseguenze indesiderate? Una molecola che “inganna” la “sentinella” che ci interessa ingannare non potrebbe ingannare anche quelle che invece vorremmo mantenere ben sveglie perché custodiscono meccanismi che non devono essere alterati? Chiedo per un amico che non riesce a contattare Galli, Bassetti, & Co.
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