Credo di averlo già detto: gli effetti collaterali di un farmaco (o di un vaccino) non rovinano la vita alla compressa o alla fiala, ma al paziente. Di conseguenza, l'incidenza degli effetti collaterali di un farmaco (o di un vaccino) non vanno calcolati sul numero delle compresse o delle fiale (delle "dosi") somministrate, ma sul numero dei pazienti trattati. Se un vaccino viene somministrato in tre dosi e si ha un effetto collaterale ogni mille dosi, l'incidenza non è di uno su mille, ma di uno su 333 perché i pazienti trattati sono 333. Lo so che per epidemiologi, igienisti, virologi, giornalisti, conduttori televisivi, politici di Forza Italia e del PD, e ballerine può essere difficile capirlo, ma per tutti gli altri non dovrebbe essere niente di trascendentale.

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