La "riapertura" inizia con stadi e discoteche, cioè con la parte più populista, inutile e, se fosse vera la narrazione ufficiale, anche più a rischio di diffondere il contagio. Rimangono invece in vigore le norme inutili e incostituzionali sull'obbligo di green pass per il lavoro. L'obiettivo spudoratamente dichiarato è infatti quello di costringere i renitenti a iniziare il ciclo vaccinale e i bi-vaccinati a fare la terza dose. Ma se non è accettabile costringere i cittadini a vaccinarsi per legge, lo è forse costringerli col ricatto, e per giunta con un ricatto che riguarda il diritto-dovere al lavoro? Ed ha senso affermare che la terza dose "è quella che ci protegge maggiormente dalle conseguenze gravi dalla malattia" (sottosegretario alla salute Andrea Costa), quando la stessa affermazione era stata fatta per la prima dose e poi per la seconda? Sbagliare è umano, ma perseverare nell'errore è satanico. Questa gente non ha dignità, non conosce la vergogna, è la feccia dell'umanità: affamata di potere e di denaro quanto un drogato è affamato della sua droga, non riesce più a connettere, a ragionare, a fermarsi prima del bàratro.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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