Correva l’anno 1968 e io ero al secondo anno di Medicina. Per guadagnare qualcosa, feci domanda come insegnante supplente di scienze in un liceo classico e venni chiamato. La supplenza durò poco più di un mese, ma negli anni a seguire ne feci qualche altra. A quei tempi i laureati, soprattutto in certe materie, erano pochi, e ancor meno quindi gli insegnanti con tutte le carte in regola. Oggi le cose sono cambiate. Anche se continuiamo a sentir dire che in fatto di laureati siamo la maglia nera in Europa, i laureati si vendono un tanto al quintale nei mercati rionali, e di loro sono così tanti quelli alla ricerca di un posto di insegnante che moltissimi sono a spasso. Ciò nonostante è stata riesumata la figura del supplente basta-che-respiri. Adesso si chiama “MAD”, in italiano acronimo di “Messa a disposizione”, in inglese “matto”. Pare che ce ne sia un grande bisogno da quando l’obbligo di vaccinazione anti-covid ha portato alla sospensione di molti insegnanti effettivi. Incuriosito, sono andato a guardarmi la normativa. Ecco quello che ho trovato: “per presentare la domanda di Messa a Disposizione è necessario essere in possesso dei requisiti minimi per l’insegnamento, ossia una Laurea (magistrale, specialistica o di vecchio ordinamento) o un Diploma che dia accesso a una classe di concorso (per lavorare come docente negli Istituti Tecnici Professionali). Anche chi ha una laurea triennale può presentare la MAD. Facciamo presente che i requisiti per inviare la MAD sono di tipo preferenziale, ciò significa che anche se non si possiedono tutti i titoli necessari per insegnare, si può essere chiamati”. Ohibò! Ma questi requisiti sono davvero “minimi” oppure sono “di tipo preferenziale”, per cui oggi come una volta, basta che uno respiri e può fare il supplente? Non c’è nulla di male a considerare questi requisiti solo come motivo di “preferenza” su chi non li ha: in fondo io, già insegnante di liceo con solo due o tre esami universitari superati, sono l’ultimo che può puntare il dito. Però allora bisogna decidersi: o sono requisiti “minimi”, per cui se uno non li ha deve starsene buono buono a casa, oppure sono “preferenziali”, e in questo caso appunto, in mancanza di meglio, se respira (attraverso la mascherina FFP2, ovviamente), uno può insegnare anche se non ha ancora uno straccio di laurea. Come dite? Che siamo in Italia? Ah, già: me ne ero dimenticato. Scusate.

 

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