A volte mi vengono dubbi strani.
Dopo un breve periodo in cui si era parlato della necessità di fermare la crescita demografica (e non solo in Asia e in Africa, ma anche nell’Occidente supersviluppato), si è inspiegabilmente passati ad auspicare e promuovere un aumento della popolazione europea sia attraverso un incremento delle nascite che attraverso l’immigrazione. E questa irrazionale inversione di rotta è avvenuta proprio in concomitanza con la terza e quarta rivoluzione industriale e la conseguente caduta in picchiata del bisogno di forza lavoro sia nell’industria che in gran parte del terziario.
Strano.
Poi è arrivata una pandemia magari un po’ più pesante delle ultime due o tre, ma non tragica come è stata dipinta, che ha però permesso ai governi di imporre alle popolazioni limitazioni delle libertà democratiche e comportamenti da stato di guerra. E in effetti la retorica di regime ha usato spesso la metafora della guerra a proposito della lotta alla pandemia.
Strano.
Da ultimo un Paese debole sia sul piano democratico che sul piano militare è stato spinto a provocare la superpotenza confinante fino a farsi invadere militarmente, permettendo ai media degli altri Paesi di riempire le giornate dei telespettatori con immagini di città distrutte dai bombardamenti, persone morte e ferite, gente in fuga, come se si volesse abituare i telespettatori all’idea della guerra e si sperasse che una scintilla riesca a innescare la deflagrazione.
Strano.
E allora, il dubbio: non è che qualcuno si è reso conto che siamo davvero in troppi su questo Pianeta, che è urgentemente necessario ridurre la popolazione, e che non è possibile ottenere questo risultato solo con il convincimento, per cui sta cercando disperatamente di spingerci a guerre civili e guerre tra nazioni che possano ottenere quella riduzione? Okay, lo dico senza crederci, anche perché il cinismo del Potere non ha limiti, ma non ha nemmeno un’intelligenza di cui mettersi al servizio. Però...
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