Ci stanno dicendo che i Russi in Ucraina bombardano palazzi civili e sparano agli abitanti che cercano di fuggire dalle città. Naturalmente i Russi lo negano. È impossibile sapere chi dice la verità. La guerra "moderna" è sempre più combattuta utilizzando anche la propaganda, in particolare quella indirizzata a screditare l'avversario. Però proprio per questo è difficile credere che a compiere atrocità contro i civili di una parte sia l'esercito della parte avversaria, a meno di non presupporre un'incapacità dei capi di controllare il loro esercito, o addirittura la loro speranza che gli osservatori facciano questo ragionamento e li scagionino. Mi sembrano però ipotesi un po' troppo contorte. Comunque mi sembra molto strano che i Russi non permettano alla popolazione ucraina di scappare. È vero che più abitanti ci sono in una città, meno tempo ci vorrà per la sua capitolazione per fame, ma tra chi scappa ci potrebbe essere qualcuno che, se fosse rimasto, avrebbe imbracciato un fucile, e soprattutto ci sono quelle donne e quei bambini che, dal punto di vista della propaganda, non è igienico far morire sotto i bombardamenti e la mitraglia. Insomma, non so chi è che non la racconta giusta, se l'una o l'altra parte o entrambe, ma una cosa è certa: era molto più affidabile Perrault su Cappuccetto Rosso.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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