Nur in Italien! A chi frequenta i social arrivano di continuo pubblicità di ditte che offrono i loro prodotti e servizi a chi vuole ristrutturare la casa e usufruire del “bonus 110%” pagato dallo Stato. Vogliamo fare qualche riflessione al riguardo?

La prima: con un debito pubblico alle stelle, lo Stato farebbe meglio a non elargire regali a destra e a manca. Sarà anche vero che con rottamazioni, bonus, etc. si fa “girare” l’economia e quindi i fornitori di beni e servizi realizzano redditi su cui poi pagano le tasse, ma non è detto che il bilancio fra soldi regalati e tasse incassate sia positivo. Inoltre, come ci stiamo finalmente rendendo conto con la crisi russo-ucraina, gran parte dei beni utilizzati sono d’importazione.

La seconda: ammettiamo che, nonostante il debito pubblico, bonus e rottamazioni valgano la pena a fini ecologici per la riduzione dell’inquinamento e dei consumi energetici. Bene, ma allora perché vengono messe delle scadenze temporali? Se parliamo di ecologia, non ha senso concedere queste agevolazioni solo fino ad una certa data, a meno che non si abbia la certezza che per quella data si saranno raggiunti i fini ecologici che ci si era proposti. D’altra parte fissare un termine “mentula canis” vuol dire dare un privilegio ad alcuni cittadini e negarlo ad altri senza alcun criterio di bisogno o di merito. Oltre a tutto il denaro utilizzato per favorire i privilegiati proviene dalla tasse pagate anche da chi si vede negare quel privilegio. Come suol dirsi: “cornuti e mazziati”.

La terza: ultimamente si è “scoperto” che alcuni, forse molti, fornitori di beni e servizi finalizzati all’ottenimento del “bonus 110%” ne hanno approfittato per le solite truffe “more italico”. E allora si cerca di correre ai ripari, ma come al solito sparando nel mucchio e non, come sarebbe logico, punendo selettivamente i disonesti. Il problema però è nelle regole, fatte come sempre per privilegiare questa o quella categoria commerciale o professionale. In questo caso si tratta delle categorie dei venditori di tecnologie miracolose e dei “certificatori energetici”, quelli che dietro lauto compenso certificano la “classe energetica” in cui si trova un dato edificio. Lo fanno certificando “a occhio” come stanno le cose prima dell’intervento migliorativo e, dopo l’intervento, in base a quali materiali sono stati usati. Più facile di così, truffare lo Stato...! Le “classi energetiche” dovrebbero piuttosto essere determinate in modo oggettivo da strumenti appositi in grado di misurare la dispersione di calore di un edificio. Un miglioramento deve essere “misurabile”, non presumibile in base a quello che si è fatto usando che cosa. Se qualcuno ottiene il miglioramento richiesto mettendo in casa un’immaginetta di Padre Pio e non comprando materiali del menga, sono fatti suoi. Quello che importa è il risultato misurabile. E invece no. Bisogna dare soldi a chi produce e vende meraviglie e a chi ne certifica l’uso. E noi paghiamo...

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