Cercando di mettere ordine tra i miei vecchi libri (impresa destinata al fallimento) ho scovato un piccolo saggio intitolato "The Negro in American Culture", che sarà anche stato pubblicato nel 1956, ma che io avevo comprato a metà anni '60, quando ancora negli Stati Uniti divampava la lotta per i diritti di quelli che oggi siamo obbligati a chiamare "afro-americani". E in quegli anni c'era ancora una differenza fra la parola usata in questo titolo e il termine offensivo con la doppia "g" che nel 1946 aveva indotto Martin Luther King a rifiutare un lavoro all'Atlanta Railway Express Company dopo essere stato apostrofato in quel modo. Ma l'ignoranza e la stupidità della gente, straripate dagli USA all'Italia, hanno finito col dettare l'equivalenza fra le due parole, obbligando tutti, di qui e di là dell'Atlantico, ad acrobazie linguistiche per rimanere politicamente corretti.

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