Il TG1 ci informa col solito tono trionfalistico da comunismo sovietico (ecco l'unica cosa che ci piace della Russia!) che nel Polesine le donne hanno abbandonato l'industria tessile e si stanno dedicando con grande passione e profitto alla pesca delle vongole. Certo, e intanto noi importiamo tessuti e articoli d'abbigliamento "made in Italy" da India, Cina, Vietnam, etc., dando qualche centesimo a quei lavoratori e miliardi ai boss dello sfruttamento e dell'import-export. Ma le vongole... Vuoi mettere come sono buone le vongole?
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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