L'ennesima sparata del direttore del Galeazzi, che consiglia a Draghi un antinfiammatorio due volte al di' anche se asintomatico è stato un invito a nozze per i detrattori del protocollo del "paracetamolo e vigile attesa". E così si è consumato ancora una volta il duello rusticano tra contendenti che farebbero meglio a limitarsi a parlare di calcio. Ho già avuto modo di accennare al fatto che il difetto del protocollo non era tanto nell'inutilità o nella scarsa utilità del paracetamolo, ma nella libera interpretazione di quell'aggettivo, "vigile", che in una malattia di una certa importanza non può voler dire "attendere giocando a tennis che i parenti riescano a stabilire un contatto telefonico per segnalare che il paziente sono tre giorni che si è aggravato". D'altra parte si potrà anche parlare di "prevenzione terziaria" quando si consiglia a un paziente prima asintomatico di iniziare a prendere un farmaco al manifestarsi dei primissimi sintomi della malattia senza aspettare che questi raggiungano un certo livello, ma consigliare, per giunta a distanza, l'assunzione di un farmaco ad un soggetto che si mantiene tuttora "asintomatico" è un comportamento da immediata radiazione dall'albo.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
Commenti
Posta un commento