Déjà-vu... Guerra russo-afghana (1979-1989). Da Wikipedia, controllate pure.
”Il conflitto ebbe inizio con l'invasione del paese a opera delle forze dell'Armata Sovietica, intenzionate a deporre il presidente della Repubblica Democratica Afghana Hafizullah Amin per rimpiazzarlo con Babrak Karmal; l'intervento militare dell'URSS provocò una recrudescenza della guerriglia afghana contro il regime della Repubblica Democratica Afghana, già da tempo molto estesa nel paese: i combattenti mujaheddin, divisi in più schieramenti e partiti che mai nel corso del conflitto ebbero una guida unitaria, intrapresero quindi una lunga campagna di guerriglia a danno delle forze sovietico-afghane, spalleggiati in questo senso dagli armamenti, dai rifornimenti e dall'appoggio logistico fornito loro (in modo non ufficiale) da paesi come gli Stati Uniti, il Pakistan, l'Iran, l'Arabia Saudita, la Cina e il Regno Unito”.
Ho esordito scrivendo "déjà-vu", e in effetti anche allora la Russia (o Unione Sovietica, come si chiamava) aveva invaso uno Stato sovrano. E anche allora Stati Uniti e Gran Bretagna avevano aiutato quello Stato, ma l'avevano fatto fornendo armamenti, rifornimenti e appoggio logistico "in modo non ufficiale" e senza attivare sanzioni. Quindi, "déjà-vu", ma c'è qualche differenza. Come mai? Io credo di conoscere la risposta, ma la tengo per me. Vorrei solo aggiungere che c'è anche qualche altro punto di contatto fra la guerra russo-ucraina e la guerra russo-afghana. Provate a cercare, magari sempre su Wikipedia, chi era il presidente della Repubblica "Democratica" Afghana, Hafizullah Amin, che i russi volevano estromettere...
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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