Dobbiamo risparmiare l'acqua. Questo è l'anno più siccitoso degli ultimi settanta. Be', io non conosco i dati pluviometrici di Roccapalumba, ma ho 74anni e nella mia vita nella mia città (Lecco) di anni asciutti ne ho visti più di uno, e non tutti quando andavo in passeggino. L'Adda, che scorre davanti a casa mia e che in questi giorni non è ai livelli massimi ma non si può certo guadare, in diverse occasioni soprattutto negli anni '50 poteva essere attraversata a piedi con l'acqua che arrivava alla cintola solo al centro dell'alveo. Ma non è di queste reminiscenze che volevo scrivere, quanto piuttosto della perplessità che mi provoca sentire che dobbiamo evitare di fare la doccia e dobbiamo tirare lo sciacquone solo una volta per famiglia, ma non sentire nulla in merito alla necessità di risparmiare carburanti usando meno le automobili e decidendoci magari anche a rispettare i limiti di velocità. Lo so che buona parte della nostra economia si fonda sull'uso extralavorativo e ludico dell'automobile, ma l'acqua prima o poi arriva, mentre la disponibilità di combustibili fossili, oggi ridotta solo per la dabbenaggine dei nostri politici in vena di tifoserie, è destinata comunque ad asciugarsi in tempi non lunghissimi. E non dimentichiamo che solo una piccola parte dell'energia elettrica viene da fonti rinnovabili e che, se vogliamo essere "democratici" verso i cinque miliardi (per adesso) che non hanno ancora raggiunto i nostri livelli di benessere e consumi, quando anche quei cinque miliardi di terrestri saranno al nostro livello, di produrre tutta l'energia elettrica che servirà con pannelli solari, pale eoliche e roba simile ve lo potete scordare.

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