Con 339 voti a favore, 249 contro e 24 astenuti, il parlamento europeo ha approvato lo stop alla vendita di auto benzina-diesel-gpl dal 2035. Non è che la cosa mi importi un gran che. Nel 2035 probabilmente me ne sarò già andato e, se anche dovessi essere ancora qui, non avrò molta voglia di guidare. Però sono sempre più convinto che da parecchi anni ormai alla buvette dell’europarlamento devono servire aranciata e birra inquinate da una quantità di mercurio almeno novecento volte superiore a quella permessa dalle stesse leggi europee.
Sappiamo un po’ tutti che il petrolio, da cui si ricavano benzina, gasolio e gpl, è prossimo ad esaurirsi. In realtà anche il metano non se la passa troppo bene, per cui non si capisce perché il parlamento europeo non abbia decretato lo stop anche alle auto a metano. Però può darsi che l’abbia fatto e che siano stati i giornalisti a dimenticarsi di riferirlo, oppure il parlamento europeo era più preoccupato delle emissioni inquinanti che dell’esaurimento dei combustibili fossili... Comunque sia, le cose non cambiano. Il fatto è che il parlamento europeo non riesce a cogliere la natura del problema, sia esso l’esaurimento dei combustibili fossili, sia esso l’aumento dell’inquinamento. In entrambi i casi infatti si tratta della numerosità di coloro che bruciano i combustibili fossili o che inquinano. Se i numeri sono bassi, i combustibili fossili potranno bastare ancora per secoli e l’inquinamento non sarà nemmeno percettibile. Se i numeri sono alti, sarà difficile che le energie rinnovabili potranno bastare, e l’inquinamento, se non sarà prodotto dall’uso di combustibili fossili, sarà comunque prodotto semplicemente dalle esigenze di vita degli esseri umani. Tra l’altro non dimentichiamo che le “esigenze di vita” responsabili della maggior parte dell’inquinamento sono legate al livello di consumi dei popoli ricchi. Diviene quindi ineludibile la domanda di che cosa vogliamo fare: mantenere indefinitamente l’attuale differenza fra i livelli di consumo dei popoli ricchi e dei popoli poveri, magari con le cattive se non riusciamo con le buone; oppure innalzare il livello dei consumi dei popoli poveri e abbassare il nostro fino a farli incontrare (ammesso che il punto di incontro non sia ancora troppo inquinante o che non lo diventi con il continuo aumento della popolazione umana della Terra)?
Girate la frittata come volete, ma sempre una frittata rimane. In altre parole, se continuiamo a ignorare che il problema non sono le risorse e non è l’inquinamento, ma è l’animale che consuma le risorse e che inquina, alla soluzione non ci arriveremo mai.
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