È giunta una notizia tremenda. Parrebbe che Patrizio Bianchi, laurea in scienze politiche a 24 anni a Bologna nel 1976, ministro della pubblica istruzione nel governo Draghi dal febbraio 2021, abbia detto che l’obbligo di portare tuttora le mascherine a scuola sarebbe un “atto di responsabilità” con “valore educativo”.
Ora, valore educativo può averlo il vostro suonare il clacson quando vedete qualcuno che viola il Codice della Strada, azione che però vi è vietata dalla normativa vigente, dato che in questo settore l’educazione è affidata in esclusiva alle forze dell’ordine, se e quando sono presenti e hanno voglia di intervenire. Valore educativo può averlo anche il vostro esprimere contrarietà nel vedere qualcuno che butta rifiuti per strada, fa la pipì contro il muro del supermercato, o stupra una fanciulla, se non che anche questa espressione del vostro pensiero, oltre ad essere pericolosa per la vostra salute ed incolumità, vi espone al rischio di condanna per violazione delle leggi sulla privacy.
Ma torniamo alle esternazioni del ministro. Considerare pregno di “valore educativo” l’obbligo di indossare una mascherina di inutilità ampiamente dimostrata ha una sua logica solo nel caso in cui l’“educazione” cui si fa riferimento è il condizionamento orwelliano finalizzato a trasformare la popolazione in una massa di cloni acritici. Ogni riferimento a regimi totalitari del passato, dal fascismo al nazismo al comunismo staliniano, sarebbe offensivo per quei regimi. Qui siamo veramente alla concretizzazione degli incubi più raccapriccianti di Orwell o Huxley. E, considerata la totale mancanza di qualsiasi reazione nei media e nella stessa opposizione politica, il trionfo del totalitarismo è ormai un fatto compiuto.
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