In questi tristi momenti di risvegli nazionalistici, vorrei richiamare l’attenzione su alcuni atteggiamenti che sono stati fatti scivolare surrettiziamente nelle nostre coscienze, e non solo da quell’Associazione Nazionalista Italiana fondata nel 1910 e poi confluita in un altro partito nel 1923.
Non credo che sia il caso che io precisi dove ho letto il seguente passo, anche perché cose del genere si possono leggere un po’ dappertutto. “Rovereto: città del Trentino. Dopo il Congresso di Vienna del 1815 divenne parte della contea austro-ungarica del Tirolo e fu, fino al 1918, capoluogo di uno dei sette circoli della provincia. Con la sconfitta delle armi austro-ungariche alla fine della I guerra mondiale la città fu riportata sotto il governo italiano”.
“RIPORTATA”? “Fu RIPORTATA sotto il governo italiano”? In realtà Rovereto era appartenuta all’Impero Asburgico fin dal 1510, ma anche prima non era stata “italiana”, bensì “veneziana”, e il fatto che oggi, dopo l’occupazione dei Savoia del 1866, Venezia si trovi in Italia, non significa che i territori un tempo appartenuti alla Serenissima siano stati “italiani” (era stata “italiana” la Dalmazia?). Solo dal 1810 al 1815 la città appartenne al regno napoleonico d’Italia, che però col concetto di “Italia” che abbiamo oggi c’entra poco o nulla.
Se non riusciremo a individuare questi messaggi nascosti e a sganciarci dai preconcetti che ci obbligano a vedere la realtà attraverso le lenti deformanti del nazionalismo, non solo continueremo a favorire le guerre parlando ipocritamente di pace, ma ci precluderemo anche la possibilità di lavorare per un mondo più giusto.
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