Va bene. Lo ammetto. Sono classista. Lo sono perché reclamo la superiorità di chi ha una tradizione famigliare e personale di cultura e di servizio rispetto a chi non ha nulla di tutto questo. Sono per ciò esecrabile, e chi mi accusa di classismo ha ragione. Quello che però mi indispone in sommo grado è che a darmi del classista sono spesso individui arricchiti o figli di arricchiti che, privi di alcuna tradizione famigliare e personale di cultura e di servizio, sono a loro volta classisti, ritenendosi superiori per i soldi che hanno e che gli permettono di possedere beni che valgono più di quanto valgono loro. La democrazia è una gran bella cosa, ma quando permette la sostituzione di una vecchia scala di valori con una nuova basata sul denaro non è più democrazia, ma volgare inganno.  

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