Wikipedia non sarà il Vangelo, ma vale comunque la pena di darvi un’occhiata. E cosa dice a proposito dei Coronavirus? “I coronavirus sono stati scoperti negli anni sessanta dalle cavità nasali dei pazienti con raffreddore comune. [...] Si ritiene che i coronavirus causino una percentuale significativa di tutti i raffreddori comuni negli adulti e nei bambini. I sintomi che si riscontrano più frequentemente sono febbre e adenoidite acuta con maggior incidenza durante l'inverno e l'inizio della primavera. In molti casi i coronavirus possono causare polmonite, polmonite virale diretta o polmonite batterica secondaria; inoltre possono portare anche allo sviluppo di bronchite, bronchite virale diretta o bronchite batterica secondaria”.

La capacità di provocare occasionalmente sintomi gravi è sempre esistita, ma ha coinvolto in modo generalizzato alcune varianti nel 2003 (SARS-CoV-1), nel 2012 (MERS), e nel 2019 (SARS-CoV-2). La malattia diffusasi nel 2019 e dovuta al SARS-CoV-2 originario è stata chiamata COVID-19, ma le malattie (gravi o più frequentemente banali) provocate dalle varianti sviluppatesi dal SARS-CoV-2 originario non possono più essere chiamate “COVID-19” e possono sì essere chiamate genericamente “covid”, ma solo a patto che “covid” diventi un sinonimo per il raffreddore comune.

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