La sospensione dei medici che non si vogliono fare la vaccinazione anti-covid potrebbe terminare nei prossimi giorni con il termine dello stato di emergenza, ma vorrei ricordare in proposito alcune cose, per sottolineare ancora una volta la pochezza culturale e intellettuale di chi sta governando i nostri destini.

La sospensione dalle mansioni, irrogata dalle Aziende Sanitarie ai loro dipendenti è una cosa; la sospensione irrogata da un Ordine professionale ai liberi professionisti è un'altra cosa. Si tratta di una sanzione che va da un minimo di un mese ad un massimo di sei mesi. Nel caso della sospensione per rifiuto di vaccinarsi dovrebbe quindi durare fino al momento in cui il medico cede e si vaccina. Cosa succede però se, trascorsi sei mesi, il medico non si è ancora vaccinato? La risposta più logica anche se tremenda è che, non potendosi continuare con la sospensione, si deve procedere alla radiazione, cioè alla cancellazione del medico dall’Albo professionale a vita. E fin qui siamo con l’aspetto drammatico.
C’è però anche un aspetto buffo. Se irrogata in ottemperanza al disposto del comma 6, art. 4, del Decreto-Legge 1 aprile 2021, n. 44, la sospensione consiste nella “sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2”. Questo significa che lo scopo dell’obbligo alla vaccinazione per i medici è impedire che, se non vaccinati e quindi possibili portatori del virus, contagino i loro pazienti. Però, mentre i medici dipendenti vengono solo sospesi dal lavoro in ospedale o altre strutture ma non dall’Albo professionale, i liberi professionisti titolari di un loro studio vengono sospesi dalla professione tout court. In altre parole non possono legalmente dare nemmeno un consiglio per telefono ai loro pazienti, come se il virus corresse sulle linee telefoniche, e non possono nemmeno scrivere una ricetta a sè stessi, come se guardandosi allo specchio potessero autocontagiarsi! Se questo non dimostra la sprovvedutezza e il dilettantismo dei nostri legislatori, non so proprio che cosa possa dimostrarlo.
Aggiungo poi un commento che feci quando fui sospeso per non essermi voluto vaccinare.
"Nel 1937 mio padre, che si trovava in Spagna come sottufficiale del Corpo Truppe Volontarie inviate in supporto di Franco, venne rimpatriato e rinchiuso nel carcere militare di Forte Boccea per aver punito, incatenandole a un palo, due Camicie Nere che avevano abusato di due donne spagnole. Accettò il carcere senza difendersi, perché l’accusa corrispondeva al vero e non c’era dubbio che nessuna punizione, né quella da lui inflitta nè altre eventuali, era prevista dal Codice Penale Militare di Guerra. Si limitò a scrivere dal Carcere al Capo del Governo dicendo che se il Fascismo avesse continuato su quella strada non sarebbe durato a lungo. Il suo avvertimento si dimostrò premonitore e quella condanna al carcere gli tornò utile perché la Commissione d’Epurazione, essendosene accorta, finì per annullare il 31 ottobre 1945 la proposta di sospensione dall’impiego formulata il 22 settembre per “Falziosità (sic) fascista lettera c) dell’art. 2° ord. Generale N. 35 dell’A.M.G.”.
Perché oggi io dovrei difendermi da una sospensione dal mio diritto/dovere di lavorare? Se la ragione è dalla mia parte o no, sarà il prosieguo dei fatti a stabilirlo".
Preciso, anche se la cosa non torna a mio onore, che dopo sei mesi di sospensione, non riuscendo a continuare a rifiutare le visite alle mie pazienti, a marzo 2022 ho accettato di vaccinarmi. Credo però superfluo notare che essere obbligati a cedere a un ricatto non fa certo aumentare la stima nei confronti dei ricattatori. Posso solo augurar loro di fare la stessa fine del Fascismo.

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