Sarà anche vero che la specie umana è riuscita a vincere in alcuni campi la sua lotta contro le leggi della Natura, ma si tratta di vittorie parziali e temporanee. E c’è una legge granitica con la quale siamo in rotta di collisione: la popolazione di qualsiasi specie non può crescere all’infinito e, ben prima che dalla disponibilità di spazio, viene tenuta entro determinati limiti dalla disponibilità di cibo e dalla competizione intraspecifica (anche violenta) per quel cibo e per le altre risorse necessarie o ritenute tali, e dallo sviluppo di epidemie e pandemie, tanto più facili a svilupparsi quanto maggiore è la densità della  popolazione. Il rev. Thomas Robert Malthus sosteneva che quando gli uomini realizzano un surplus di risorse, invece di utilizzarlo per innalzare il livello di vita, lo vanificano aumentando la popolazione. Le sue tesi sono state rigettate dai teologi, che vi hanno visto una mancanza di fede nella Divina Provvidenza, che secondo loro interverrebbe per assicurare agli uomini quanto necessario, qualunque sia il loro numero. Peccato che quei teologi abbiano, more solito, confuso sè stessi con Dio e i loro pii desideri con la Divina Provvidenza. E peccato che abbiano anche dimenticato il comandamento “Non tentare il Signore Dio tuo” (Luca, 4,1-13).

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