La generazione dei nati prima del 1960 è l’ultima che può dire di non essere stata resa teledipendente nell’infanzia. Anche i pochi che avevano la televisione in casa sono stati esposti solo alla “TV dei ragazzi”, un’oretta di programmi intorno alle quattro del pomeriggio trasmessa dall’unico canale televisivo disponibile, dai contenuti strettamente supervisionati da organismi di controllo poco o per nulla inclini ad accettare interferenze commerciali. Quando questa generazione ha avuto dei figli la società e la televisione si erano nel frattempo “evolute”, la società nel senso che le madri avevano iniziato a lavorare fuori casa e la televisione nel senso che i canali erano aumentati di numero e i programmisti avevano cominciato a strizzare l’occhio alla pubblicità, sia manifesta che occulta. Si trattava però di una generazione che aveva scarsa o nessuna conoscenza del mezzo televisivo e che ha ingenuamente “scoperto” nei programmi televisivi per bambini, nel frattempo in progressivo aumento, una preziosa baby-sitter cui affidare i figli ai quali non avevano il tempo di dare la necessaria attenzione. A blandire la loro cattiva coscienza erano poi venute le pretese qualità “educative” di quei programmi, qualità innegabili ma purtroppo riferite a finalità e contenuti che, se fossero stati conosciuti, difficilmente sarebbero stati approvati. Di fatto comunque la generazione dei nati fra il 1960 e il 1990 è stata inconsapevolmente vittima dei suoi genitori e carnefice dei suoi figli. I programmi televisivi per bambini sono diventati sempre più nocivi per lo sviluppo della maturità e della capacità critica di cittadini liberi. I nati fra il 1960 e il 1990 non hanno il tempo di guardare i programmi televisivi cui espongono i loro figli, ma se anche lo facessero non sarebbero probabilmente in grado di percepirne l’estrema pericolosità, essendo stati loro stessi esposti a quella manipolazione. I soli che hanno conservato la capacità critica e, da pensionati, hanno recuperato il tempo per guardare quei programmi e accorgersi del veleno psicologico che quei programmi somministrano alle nuove generazioni sono i sopravvissuti della generazione dei nati prima del 1960. È l’ultima occasione, poi è finita. Il problema è che ragionare con chi è stato efficacemente indottrinato a non ragionare è impossibile. Ammettiamolo. I nati prima del 1960 ci sono cascati in pieno e hanno subito scacco matto.
Commenti
Posta un commento