L’on. Andrea Romano e la sindrome di Stoccolma. In uno dei tanti talk-shows televisivi che ci affliggono ormai ogni sera, l’on. Andrea Romano il 30 agosto ha accusato la Destra di essere pro-Putin, cosa che contrasta con le affermazioni dei politici di quell’area. Quindi adesso la Destra può continuare a vantarsi di essere filo-Atlantica e anti-Putin, ma nello stesso tempo, grazie all’on. Romano, attirare i pro-Putin che fino ad oggi non sapevano dove andare.
Non è chiaro? Allora mi spiego. Primo. Quanti sono i pro-Putin? Ufficialmente non lo sappiamo, dato che non ci si può dichiarare pubblicamente a favore di qualcuno che viene definito un guerrafondaio che invade pacifiche nazioni e ammazza vecchi, donne e bambini. Quando una data opinione viene demonizzata e qualificata come inaccettabile dal mainstream, nessuno più osa manifestarla in pubblico e si perde quindi la possibilità di quantizzarne il seguito reale. Secondo, è dal 1973 che è nota la “sindrome di Stoccolma”, uno stato psicologico che, al prolungarsi di un sequestro, porta le vittime a fraternizzare con i sequestratori. Ora gli Italiani sono sostanzialmente sotto sequestro da parte di Putin, che ha il potere di decidere delle loro libertà economiche. All’inizio gli Italiani possono essere stati anche tutti contro Putin, accusandolo non solo dell’aggressione all’Ucraina, ma anche delle loro iniziali difficoltà economiche. Col passare del tempo, complice anche la cecità dei governi europei, comincia emergere la “sindrome di Stoccolma”: Putin sarà anche brutto e cattivo, ma i nostri politici non sono in grado di difenderci, e anzi stanno irritando Putin sempre più. Noi stiamo con Putin... E a questo punto, dove possono accasarsi queste vittime delle sindrome di Stoccolma, di cui per quanto detto sopra non sappiamo nemmeno il numero, che potrebbe anche essere alto e in aumento? Finora da nessuna parte, ma da oggi, grazie alle esternazioni dell’on. Romano, andranno tutte a Destra, e senza che la Destra debba rischiare la faccia.
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