Comunicato Ministero della Salute:
“Per quanto riguarda il personale sanitario soggetto a
procedimenti di sospensione per inadempienza all’obbligo vaccinale e
l’annullamento delle multe previste dal dl 44/21, in vista della scadenza al
prossimo 31 dicembre delle disposizioni in vigore e della preoccupante carenza
di personale medico e sanitario segnalata dai responsabili delle strutture
sanitarie e territoriali, è in via di definizione un provvedimento che
consentirà il reintegro in servizio del suddetto personale prima del termine di
scadenza della sospensione“.
Quindi è "per la preoccupante carenza di personale
medico e sanitario" che il nuovo signor ministro si compiace di consentire
"il reintegro in servizio del suddetto personale prima del termine di
scadenza della sospensione". Ma, gioia mia, se quella sospensione fino al
31 dicembre 2022 rispondeva a un motivo valido, non puoi reintegrare i sospesi
prima della scadenza. Se invece ritieni che li puoi reintegrare perché il
motivo era una cazzata, lo devi dire, gioia mia.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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