C'è chi gioca sulle parole e specula sugli equivoci, e Bassetti e uno di questi. Non c'è dubbio: un medico che non crede nei vaccini è come un medico che non crede nei farmaci: persona ripettabilissima ma che non può considerarsi "medico", esattamente come un sarto che non crede nei vestiti non può considerarsi un sarto. Però, come un sarto rimane tale anche se crede in alcuni vestiti e non in altri, così un medico rimane un medico anche se crede in alcuni farmaci e non in altri. O in alcuni vaccini e non in altri. Dicendo che "i medici che non credono nei vaccini" è giusto che non esercitino e tornino a studiare, Bassetti allude chiaramente ai medici che non credono ai "vaccini" anti-covid a vettore virale o RNA messaggero, e che anzi credono che tali vaccini hanno benefici talmente scarsi rispetto ai rischi da non essere deontologicamente utilizzabili. Qui non si tratta di medici che non sono tali o di essere medici ignoranti ma, proprio al contrario, di essere medici non disponibili ad essere manovrati dalla propaganda delle ditte farmaceutiche, sia pure con il beneplacito delle autorità sanitarie governative. Chi non dovrebbe esercitare e dovrebbe tornare a studiare è proprio Bassetti.

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