Definire
"fronte disumanitario" quello delle nazioni (Italia, Grecia, Malta e
Cipro) contro le navi delle Ong si potrebbe spiegare come un errore
grossolano cui si è trascinati da un idealismo puerile, e si potrebbe
anche spiegare come un atto dissimulato ma consapevole di obbedienza a
una politica di complicità con i mercanti di schiavi. Quale che sia la
spiegazione, un quotidiano cattolico non ci fa una bella figura e
contribuisce ad ulteriormente erodere la credibilità di un
potere religioso che dai tempi di Costantino non ha mai smesso di
prendere tremende cantonate tutte le volte che si è immischiato in
questioni politiche.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
Commenti
Posta un commento