I media hanno ripreso ad occuparsi del caso della ragazza pakistana uccisa a Novellara dai famigliari perché voleva vivere "all'occidentale", ma non osano dire che tra i corresponsabili della sua morte ci sono anche tutti quelli che hanno approvato e favorito l'immigrazione di quella famiglia nel nostro mondo. Una certa mentalità esisteva anni fa anche in Italia, e se ne siamo venuti fuori è stato poco per volta. Lo stesso percorso verrà probabilmente compiuto anche dal Pakistan, ma lasciamo che si compia anche là poco per volta.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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