“I ministri dell'Interno di Italia, Malta e Cipro e il
ministro della Migrazione e dell'Asilo della Grecia chiedono alla
Commissione Europea e alla Presidenza di sviluppare una nuova politica
europea in materia di migrazione e di asilo, realmente ispirata ai principi di
solidarietà e responsabilità, e che sia equamente condivisa tra tutti gli Stati
membri”.
Ma allora non hanno capito proprio nulla. Non si tratta di
decidere come distribuire in Europa i migranti che attraversano il
Mediterraneo. Si tratta di stabilire cosa fare affinché nessun migrante
attraversi più il Mediterraneo. L’Africa è un Continente potenzialmente
ricchissimo, povero solo perché mal amministrato, saccheggiato da società
multinazionali, e abbandonato da chi dovrebbe farsi carico di cambiare le cose.
L’abbandono si verifica e continua perché i governi europei e la stessa UE sono
conniventi e complici di chi mal amministra e di chi saccheggia l’Africa.
Certo, è normale che i ministri degli interni e della
migrazione di quegli stessi governi cerchino in tutti i modi di sviare
l’attenzione dei cittadini europei dal vero problema, focalizzando
quell’attenzione sulla ricerca di soluzioni impossibili a un falso problema. Non
è però accettabile. Non è accettabile che intortino la gente in modo così
sfacciato per tenere i governi africani corrotti e le multinazionali
euroamericane lontano dai riflettori,
favorendo nel contempo anche i mercanti di schiavi.
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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