Premesso che io sono un lavoratore autonomo felicissimo di pagare una “flat tax”, vorrei far presente alcuni problemi di questo regime fiscale, di cui forse non si rendono conto coloro che, come i nostri politici ed economisti, non hanno mai compilato una dichiarazione IRPEF. Partiamo dal fatto che nel regime “ordinario” un lavoratore autonomo paga l’imposta sul reddito delle persone fisiche calcolata in una percentuale del “reddito netto” e non del “reddito lordo”. In altre parole, l’imposta è calcolata sulla differenza fra gli incassi e le spese sostenute per l’attività. Nel regime “forfettario” invece (quello soggetto già ora alla “flat tax”) l’imposta fissa del 15% viene calcolata sul totale dell’incasso (senza quindi togliere le spese sostenute), diminuito però di un percentuale che dipende dal tipo di attività svolta. Cosa significa? Significa che un autonomo in regime ordinario paga meno imposte quante più spese fa, mentre un autonomo in regime di “flat tax” paga la stessa imposta sia che spenda poco, tanto o nulla per la sua attività.
Una prima conseguenza è che un autonomo in regime di “flat tax” cercherà di spendere il meno possibile e, se il fenomeno sarà limitato nelle attività caratterizzate da una forte concorrenza che obbliga a dare il massimo alla clientela, altrettanto non si può dire per le attività in cui la concorrenza è scarsa o nulla. E dove è scarsa o nulla? Ad esempio nella medicina di base. Aspettiàmoci quindi un ulteriore scadimento in un settore che già non brilla per efficienza.
Una seconda conseguenza è che minori acquisti da parte di molti lavoratori autonomi comportano una minore circolazione di denaro nell’economia.
E una terza conseguenza è che, dovendo proprio fare degli acquisti, se la spesa non può essere scaricata dal reddito ci sarà una spinta a non chiedere le fatture, ma piuttosto a fare tutto il possibile al nero. Quest’ultima conseguenza può essere minimizzata complicando le regole sui pagamenti e inasprendo le pene per chi opera al nero, ma in questo settore siamo già arrivati al limite, e non è rimasto molto spazio per ulteriori complicazioni e inasprimenti. Andare oltre vorrebbe dire non rischiare, ma concretizzare veramente uno Stato di Polizia.
In conclusione, con la “flat tax”, se applicata a regimi “forfettari”, a girare un po’ di più sarà, forse, l’economia sommersa, ma non certo quella da cui lo Stato trae il suo sostentamento. Auguri!
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