Non mi piacciono quelli che dicono “popolo aggredito” riferendosi al popolo ucraino. Il popolo ucraino è fatto di persone che vogliono che certe zone rimangano a far parte del loro Paese, e di persone che si trovano male sotto il governo di Kiev e che, vivendo in quelle zone, sarebbero ben felici di passare sotto la Federazione Russa. Quello che i Russi hanno aggredito non è quindi “il popolo ucraino”, ma il governo di Kiev, e in particolare il governo guidato da Volodymyr Zelens’kyj, o tutt’al più quella parte del popolo ucraino che rimane legata a sentimenti nazionalistici e non permette l’autodeterminazione di coloro che si sentono più “russi” che “ucraini”.

Coerentemente, chi ha approvato il pugno duro del governo italiano contro i separatisti del Sud Tirolo negli anni ’60 e ’70 approva oggi senz’altro la decisione di Volodymyr Zelens’kyj di sacrificare la vita e i beni dei suoi sudditi per contrastare a tutti i costi la “perdita” di qualche territorio. E a questo punto è normale che l’intervento russo a difesa dell’etnia russa in Ucraina appaia ai neo-nazionalisti sparsi per tutto l’Occidente come un’aggressione all’Ucraina. Però l’Ucraina è una cosa, il “popolo ucraino” è un’altra.

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