Avete mai mandato i vostri figli a fare un corso di lingue all'estero? Secondo voi, li hanno scaraventarti in un gruppo eterogeneo, o gli hanno fatto fare un test di ingresso per valutare il grado di conoscenza della lingua e li hanno messi in gruppi omogenei? Dite che li hanno messi in gruppi omogenei? Bene, ma allora mi spiegate perché accettate supinamente che il sistema scolastico italiano, che una volta suddivideva gli allievi in gruppi in base alle loro capacità di apprendimento, da anni ormai butti i vostri figli in un calderone in cui, con tutta la buona volontà e tutta la competenza di questo mondo degli insegnanti, non sarà mai possibile calibrare l'insegnamento sulle capacità di apprendimento troppo diseguali dei discenti? Diceva don Lorenzo Milani nel suo libro "Lettera a una professoressa" che "non si possono fare parti uguali fra diseguali". Educatori senza cervello e senza palle hanno interpretato questa frase nel senso che bisogna dare una spinta a chi ha meno capacità, ma in realtà voleva dire che l'insegnante deve metterci più impegno con gli alunni che vengono da un ambiente culturalmente meno propizio, e già quello è difficile se un insegnante ha davanti una classe di alunni con un background socio-economico troppo variegato. Figuriámoci poi se ad essere estremamente variegate sono le capacità intellettuali oggettive. Si fa presto a dire che siamo tutti uguali, ma si fa altrettanto presto a far diplomare una nazione di ignoranti. Le persone vanno rispettate per quello che sono nella loro unicità, non per il falso diploma che un sistema ipocrita ha vomitato loro addosso. Solo chi è incapace di rispettare il prossimo per quello che è ha bisogno di lustrini e patacche per rispettarlo, ma così facendo dimostra di rispettare i lustrini e le patacche, non la persona.

Commenti

Post popolari in questo blog