Ieri ho aperto un vasetto della mia marmellata di ribes rossi preferita e mi è sembrato che non avesse il solito sapore. Così sono andato su Internet per cercare un sito di cibi e alimenti, ma devo aver sbagliato a digitare qualcosa e ho trovato questa roba: “In fisica delle particelle il sapore è un insieme di numeri quantici, o simmetria, che caratterizzano tipi diversi di quark e leptoni, altrimenti indistinguibili in base ad altre proprietà. Nella teoria elettrodebole questa simmetria è una simmetria di gauge e si manifesta nel processo di cambiamento del sapore. Nella cromodinamica quantistica è una simmetria globale, detta anche chirale”. Dunque, dite che i miei ribes rossi sono stati rovinati da una “simmetria di gauge”?
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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