Dicono che a pensar male si fa peccato, ma... In una meta-analisi pubblicata nel novembre 2020 (Reproductive number of coronavirus: A systematic review and meta-analysis based on global level evidence), Arif Billah, Mamun Miah e Nuruzzaman Khan citano numeri di riproduzione di base per il SARS-CoV-2 da 2,4 a 3,4, che implicano una soglia per l’immunità di gregge variabile da una percentuale del 58% ad una percentuale del 71%. Questo significa (e ha sempre signifucato da quando esiste il concetto di immunità di gregge) che, raggiunto nella peggiore delle ipotesi il 71% della popolazione immunizzata, l’epidemia si interrompe e la malattia raggiunge un basso livello di endemia fino a scomparire. E in effetti i membri dei vari Comitati Tecnici Scientifici hanno indicato al Ministero della Salute obiettivi prima del 60%, poi del 70%, poi, forse per maggior sicurezza, dell’80%. Già però qui era sorto un dubbio. Quegli obiettivi si intendono per un’immunità comunque acquisita, non importa se per via naturale o attraverso la vaccinazione, e ciò nonostante i CTS e il Ministero della Salute li hanno sempre intesi solo come percentuali di popolazione “vaccinata”, escludendo la necessità di includere anche la popolazione immunizzata per via naturale, cioè per essere stata contagiata dal virus. Addirittura sono arrivati a sostenere l’insostenibile, e cioè che l’immunità naturale sarebbe inferiore per potenza e durata rispetto a quella ottenuta tramite vaccinazione, e a scoraggiare il dosaggio degli anticorpi anti-SARS-CoV-2, sia dichiarandone falsamente l’inutlità, sia negandogli quella gratuità che invece concedevano, almeno per certe categorie se non per tutte, ai “tamponi” per la ricerca del virus. Era quindi del tutto sfacciatamente evidente l’intento di “smerciare” i vaccini.
A conclusione va anche detto che a sorprendere qui amaramente non è stato tanto il comportamento di alcuni medici arruolati dai media, quanto il fatto che gli Ordini non abbiano sottoposto quei medici a sanzioni disciplinari e abbiano poi addirittura sposato quelle tesi stravaganti. In altri momenti sostenere pubblicamente una plateale eresia scientifica, come quella secondo cui l’immunità naturale è inferiore a quella da vaccini, avrebbe comportato indagini imbarazzanti sulla competenza scientifica e professionale e sulle eventuale motivazioni degli interessati e, con ogni probabilità, sanzioni dalla sospensione alla radiazione. E anche questo porta a commettere quell’orrendo peccato del pensar male.
Commenti
Posta un commento