Appartengo alla "generazione dell'amianto". Gli entusiasti fautori del progresso tecnologico ci avevano convinti che l'amianto era il materiale del secolo che avrebbe risolto tutti i nostri problemi di risparmio energetico. Oggi se scopre che hai dell'amianto in solaio, l'Azienda Sanitaria ti trascina a Norimberga e ti processa per crimini contro l'umanità. Forse quindi con questi precedenti posso essere scusato se, quando vedo il profluvio di lana di vetro, lana di roccia, fibre isolanti minerali e vegetali scoperte ieri sera che viene proposto e imposto per non far prendere freddo alle nostre abitazioni, mi viene un coccolone e, soprattutto, qualche perplessità... Comunque andranno le cose, auguri!
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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