L'attuale governo non gode delle mie simpatie, ma non capisco con che faccia l'opposizione si permette di strumentalizzare la tragedia di Cutro per i suoi fini. Anche se io pago con le mie tasse la Guardia Costiera per impedire sbarchi di clandestini e non per aiutare i clandestini a sbarcare, posso accettare che occasionalmente la Guardia Costiera porti soccorso a imbarcazioni straniere che sono sul punto di affondare col mare grosso a diverse miglia dalla costa. In questo caso però non ce n'era bisogno, come è dimostrato dal fatto che quella barca è arrivata a meno di cento metri dalla riva. Solo il caso ha voluto che, invece di spiaggiarsi sulla battigia, si sia schiantata contro uno scoglio. La Guardia Costiera avrebbe dovuto prevederlo? E come? Interrogando la sfera di cristallo gentilmente donatale da Elly Schlein? Ma andiamo oltre. Il dolore per la morte di persone innocenti, probabilmente vittime di imbrogli, non può far dimenticare una doverosa riflessione sul "buonismo" che, favorendo quegli imbrogli, finisce col provocare quelle tragedie. Questi migranti che "fuggono da guerre, persecuzioni o miseria", e che sono talmente disperati da non poterlo fare in modo legale, non sono l'ultimo contingente di sopravvissuti. Dietro di loro lasciano milioni di loro concittadini che, nonostante tutto, riescono a sopravvivere senza emigrare. Qualche domanda allora proprio non vogliamo farcela?
Dunque, le cose andranno forse così così per la nostra “democrazia”, ma in fondo siamo liberi di parlare, scrivere, dire le nostre opinioni. È un bel passo avanti rispetto al periodo 1922-1943, quando imperava il “pensiero unico”. O no? Allora, come stavano le cose in quel periodo non lo posso dire per esperienza diretta: sono vecchio, ma non abbastanza. Se credo di saperlo è perché qualcuno che c’era me l’ha raccontato. Ma a raccontarmelo non sono stati politici, ideologici, o intellettuali da biblioteca. E nemmeno sono stati i nostalgici, o gli ex- o neo-partigiani. Sono state persone del popolo, gente a cui delle lotte per il potere era interessato poco in quel periodo e interessava poco anche dopo, gente abituata a osservare quelle lotte con l’occhio disincantato e distaccato di chi sa di non poter partecipare, e di avere altro da fare. A loro, non dava fastidio più di tanto passare il sabato in divisa a inneggiare a un fantoccio, anche perché non c’era nessun week-end a cui ...
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