Posso dirlo? Non riesco più a sopportare le maestrine e i maestrini di democrazia che inveiscono contro quella che insulsamente chiamano “la giustizia fai-da-te”, che paventano un “Far West” nato dalla loro mente isterica, e che insultano gratuitamente chi, stanco dei soprusi di una microcriminalità coccolata da uno Stato abulico, inetto e mafioso, “si permette” di riappropriarsi di un diritto di difesa sventatamente delegato a un potere giudiziario autoreferenziale e onanista.

 Se vogliamo essere precisi, quello all’autodifesa non è nemmeno un diritto, ma è addirittura l’essenza fondamentale della vita in ogni sua forma. Quando, entrando in una società, l’individuo delega a dati organismi di quella società il compito di difenderlo, non abdica e non può affatto abdicare al diritto all’autodifesa. Semplicemente paga quegli organismi affinché lo difendano, così da non essere obbligato a perdere il suo tempo in un continuo guardarsi le spalle. Se però quegli organismi non compiono il loro dovere con i necessari rigore,  immediatezza ed efficacia, è già tanto che l’individuo continui a pagarli e si astenga dal prenderli a calci nel deretano.

Pretendere che, in nome di una “democrazia” sfacciatamente violata da quegli stessi organismi che si sottraggono al controllo democratico, l’individuo rinunci a difendersi da solo è ben più che connivenza con i criminali. È intollerabile sfrontatezza di chi si riempie la bocca di concetti che non è nemmeno lontanamente in grado di comprendere per l’estrema pochezza della sua cultura e delle sue capacità logiche. È l’impudenza di preziose lingue rubate alla detersione dei porcili.

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